Esame di Stato Consulente del Lavoro – Sessione 2020: l’INL illustra le principali novità


Esame di Stato Consulente del Lavoro – Sessione 2020: l’INL illustra le principali novità



A causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, il Ministero del Lavoro, con Decreto Direttoriale n. 41/2020, ha fornito indicazioni sulle modalità di svolgimento in deroga dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di Consulente del lavoro per la sessione 2020 prevedendo, in particolare, che riguardo alla sessione dell’anno 2020, si svolga esclusivamente la prova orale, in presenza e nel rispetto delle misure precauzionali dettate dall’emergenza in corso. Con precedente Decreto Direttoriale n. 1/2020, sono state dettate istruzioni in merito alle modalità di presentazione delle domande di ammissione, alle materie d’esame e alla valutazione del candidato. Con nota 11 settembre 2020 n. 2276, l’INL – sentito il Consiglio Nazionale dell’Ordine CdL- illustra le principali novità.


Presentazione domanda
Dalla sessione 2020 la domanda di ammissione all’esame di Stato dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica. Al riguardo il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha posto a disposizione degli Uffici sede d’esame apposito applicativo. L’applicativo consente al personale abilitato di gestire le domande e in particolare di:
– valutare l’ammissibilità dei singoli candidati, registrare l’esito della valutazione o indicare le motivazioni dell’eventuale rigetto;
– reperire i dati dei candidati per ogni comunicazione/convocazione;
– esportare in formato Excel e PDF elenco dei candidati da convocare;
– registrare, per ogni candidato ammesso, la presenza in sede di esame e il relativo esito.
L’Ufficio sede d’esame, conclusa la fase di istruttoria delle domande, registrerà l’ammissibilità dei singoli candidati sull’applicativo dedicato. L’eventuale rigetto della domanda di partecipazione, oltre che registrato sull’applicativo con le necessarie motivazioni, dovrà essere oggetto di apposita comunicazione al candidato tramite PEC o, in mancanza, tramite raccomandata a/r.


Insediamento Commissione
La Commissione avrà cura di tenere una riunione preliminare durante la quale, tra l’altro, provvederà all’estrazione della lettera dell’alfabeto che determinerà l’iniziale del cognome dei candidati da cui partire nel redigere il calendario di convocazione alla prova orale d’esame. L’avviso per la presentazione alla prova orale deve pervenire al singolo candidato almeno venti giorni prima.
Considerato che l’inizio delle prove orali è fissato per il 26 ottobre p.v., si invita a tenere la predetta riunione preliminare in termini utili alle convocazioni dei candidati.
Convocazione candidati
Nella lettera di convocazione i candidati sono informati del luogo, data ed ora della convocazione, delle procedure da seguire e quelle a cui saranno sottoposti per l’accesso alle sedi INL, considerata l’epidemia in corso ed i protocolli di sicurezza attivati.


Pubblicità della seduta
La prova orale sarà tenuta in un’aula aperta al pubblico, al fine di assicurare il necessario distanziamento potrà limitarsi l’accesso dei candidati e degli uditori in ragione della capienza dei locali.
In occasione del riconoscimento del candidato si avrà cura di far compilare e sottoscrivere allo stesso il modello di autocertificazione quale misura di prevenzione correlata con l’emergenza pandemica del SARS-CoV-2.
Al fine di evitare la possibilità di assembramenti, il modello di autocertificazione potrà essere inoltrato al candidato unitamente alla lettera di convocazione con invito a presentarsi il giorno dell’esame munito di un valido documento di riconoscimento e dell’autocertificazione già compilata. Medesimo modello di autocertificazione andrà prodotto anche dagli uditori.


Svolgimento prova orale
Come previsto dal decreto n. 41/2020, le Commissioni garantiranno che la suddetta prova orale verta su tutte le materie indicate all’articolo 2, comma 3, del decreto direttoriale n. 1 del 30 gennaio 2020, al fine di accertare l’acquisizione delle competenze, nozioni e abilità richieste per l’esercizio della professione di consulente del lavoro, avuto particolare riguardo alle materie per le quali non potranno essere sostenute le prove scritte. A tal fine, le Commissioni predisporranno il set di domande formulandole in numero e modalità tali da poter valutare al meglio la preparazione generale richiesta.
Vertendo la sessione 2020 soltanto sulla prova orale, sarà dichiarato abilitato il candidato che avrà riportato la valutazione di almeno sei decimi quale risultato della media dei punti assegnati alla prova orale da ciascun componente della Commissione.


Comunicazione esito esami
In merito alle modalità di pubblicazione degli esiti degli esami, in ossequio al principio di minimizzazione nel trattamento dei dati, si precisa che gli elenchi predisposti dagli uffici per la necessaria pubblicazione nel sito istituzionale, devono risultare privi di qualsiasi dato ulteriore rispetto al nome e cognome del candidato. Comunicazione dell’esito della prova orale andrà comunque effettuata, non oltre il giorno successivo, anche al singolo candidato.

Pubblicati i lavori delle Commissioni Paritetiche Tecniche dell’edilizia

Siglato il 10/9/2020, tra l’ANCE, la LEGACOOP PRODUZIONE & SERVIZI, l’AGCI-PRODUZIONE E LAVORO, la CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI, l’ ANAEPA CONFARTIGIANATO, la CNA COSTRUZIONI, la FIAE CASARTIGIANI, la CLAAI, la CONFAPI ANIEM e la FENEAL UIL, la FILCA CISL, la FILLEA CGIL, l’accordo che riporta i lavori delle specifiche Commissioni Paritetiche Tecniche.

Le Parti firmatarie hanno sottoscritto e riportato i seguenti lavori delle specifiche Commissioni Paritetiche Tecniche:
1. Regolamento Fondo incentivo occupazione e relativi allegati;
2. Regolamento Fondo Prepensionamento – Prestazione per favorire l’accesso al pensionamento e allegata tabella criteri;
3. Congruità;
4. Rateizzazioni in Cassa Edile.
Le parti concordano altresì che dovrà essere portata a compimento l’unificazione del Formedil con la Cncpt entro il 30 novembre p.v., al fine di rendere operativo il nuovo Ente Unico Formazione e Sicurezza dall’1/1/2021.
Dalla suddetta data del 1° gennaio, l’Ente Unico sarà finanziato da un contributo a carico dei rispettivi Enti territoriali pari allo 0,03%.
Dalla medesima data il contributo della Cnce a carico delle Casse Edili/Edilcasse territoriali è fissato nella misura dello 0,03.


Regolamento Fondo Incentivo Occupazione


E’ istituito, al livello territoriale, il “Fondo incentivo all’occupazione”, alimentato da un contributo a carico dei datori di lavoro dello 0,10% della retribuzione imponibile, ai sensi di quanto sottoscritto nei sopracitati accordi fra le rispettive parti datoriali e le OO.SS.
Il fondo entra in vigore il 1/9/2020.
Il datore di lavoro, indipendentemente dal numero degli operai occupati, potrà richiedere alla Cassa EdileEdilcassa presso cui è iscritto il lavoratore al momento dell’assunzione, un incentivo riconosciuto sotto forma di compensazione sui contributi dovuti alla medesima Cassa Edile/Edilcassa, al fine di incentivare l’occupazione giovanile e favorire il ricambio generazionale. Tale incentivo sarà così strutturato:
– 600 euro riconosciuto sotto forma di compensazione sui contributi dovuti alla Cassa Edile/Edilcassa competente presso cui è iscritto il lavoratore e previa dichiarazione di impegno allo svolgimento, esclusivamente presso gli Enti bilaterali del settore, delle 16 ore di formazione di ingresso contrattualmente prevista, laddove non già effettuate.


Regolamento fondo “prepensionamenti”


E’ istituito, presso la CNCE, il Fondo nazionale “prepensionamenti”, alimentato da un contributo a carico dei datori di lavoro dello 0,20% della Massa Salari denunciata e le cui prestazioni saranno erogate ai lavoratori per il tramite delle Casse Edili/Edilcasse.
Le risorse versate saranno destinate ai lavoratori prossimi a:
– pensione di vecchiaia;
– pensione anticipata;
– pensione anticipata precoci;
– pensione di anzianità per lavori usuranti;
– quota 100 (laddove prorogata);
– ape sociale (laddove prorogata);
entro le date rispettivamente previste dalle normative vigenti ed entro i limiti di copertura annuale del fondo nazionale. Pertanto, le istanze volte a richiedere le prestazioni per accedere ai suddetti istituti che abbiano limiti temporali di vigenza saranno accolte solo laddove la suddetta scadenza sia successiva alla data presunta di accesso allo specifico “pensionamento”.
Il presente Regolamento è sperimentale ed è valido fino al 30/6/2022.

I nuovi contributi della Cassa Edile di Belluno



Si riporta la tabella contributiva in vigore presso la Cassa Edile delle provincia di Belluno a decorrere dal 1° giugno 2020


Come pubblicato dalla Cassa Edile di Belluno, i contributi da versare dalle imprese edili industriali a decorrere dall’1/6/2020, sono i seguenti




































































 

Contributi

Totale (%)

Quota contributiva Impresa (%)

Quota contributiva Lavoratore (%)

1. Contributo funz. Cassa Edile 2,520 2,100 0,420
2. Contributo gestione Fondi attività non caratteristica 0,150 0,150
3. Anzianità Professionale Edile 4,300 4,300
4. Contributo vestiario 0,250 0,250
5. Contributo Osservatorio 0,145 0,145
6. Quote adesione contrattuale (prov.+naz.) 1,520 0,650 0,870
7. Contributo Fondo prepensionamenti 0,200 0,200
8. Contributo funzionamento A.S.C. 0,055 0,055
9. Contributo Formazione Professionale e Sicurezza C.F.S. 1,250 1,250
TOTALE CONTRIBUTI CASSA EDILE 10,520 9,230 1,290
10. Contributo Fondo Incentivo all’occupazione

(calcolato sulle ore effettivamente lavorate)

0,100 0,100  


Inoltre:
– SANEDIL Operai: 0,35% a carico ditta


– SANEDIL Impiegati: 0,26% a carico ditta

Sciolta la riserva sul CCNL Servizi Postali in Appalto


Sciolta la riserva sul CCNL Servizi Postali in Appalto



Sciolta la riserva sull’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti servizi postali in appalto


 


L’accordo decorre dall’1/7/2020 al 31/12/2021 ed è stato approvato dalle assemblee dei lavoratori per cui è pienamente applicabile


Aumenti retributivi
Con decorrenza dalla data di sottoscrizione del presente accordo, è istituito il nuovo livello 3° Super, con parametro 127 (retribuzione tabellare € 885,49 – indennità di contingenza € 517,46), nel quale confluiscono gli operai altamente specializzati e gli autisti con patente di cat. E.
Le Parti concordano inoltre un aumento del minimo tabellare per il terzo livello pari a € 50,00 con relativa riparametrazione sugli altri livelli di inquadramento, da erogare:
– € 15,00 con la retribuzione del mese di settembre 2020;
– € 10,00 con la retribuzione del mese di giugno 2021;
– € 25,00 con la retribuzione del mese di dicembre 2021.













































Liv.

Aumento settembre 2020

Aumento giugno 2021

Aumento dicembre 2021

TOTALE

20,41 13,61 34,02 68,04
17,09 11,39 28,48 55,96
3° S 15,61 10,41 26,02 52,04
15,00 10,00 25,00 50,00
4° S 14,26 9,51 23,77 47,54
13,52 9,02 22,54 45,08
12,30 8,20 20,49 40,99











































Livello

Minimo dall’1/9/2020

Minimo dall’1/6/2021

Minimo dall’1/12/2021

1 1.177,90 1.191,51 1.225,53
1 Quadro 1.177,90 1.191,51 1.225,53
2 986,22 997,61 1.026,09
3 Super 901,10 911,51 937,53
3 865,63 875,63 900,63
4 Super 823,05 832,56 856,33
4 780,53 789,55 812,09
5 709,56 717,76 717,76


Indennità di Mensa
A partire dal mese di giugno 2021 l’indennità di mensa di cui all’art. 43, lettera c) del CCNL, è elevata a € 5,00 giornalieri.


 


Una Tantum
Ai lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo è erogato un importo “una tantum” per il terzo livello pari a € 200 lordi, riparametrato nella misura di cui alla tabella che segue, corrisposto pro-quota con riferimento a tante quote mensili quanti sono i mesi di servizio effettivo prestati nel periodo 1 gennaio 2017-31 luglio 2020.
La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a tutti gli effetti, come mese intero.
Detto importo sarà riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale.
L’importo sarà corrisposto, con le seguenti modalità:
– € 50,00 con la retribuzione del mese di agosto 2020;
– € 50,00 con la retribuzione del mese di febbraio 2021;
– € 50,00 con la retribuzione del mese di agosto 2021;
– € 50,00 con la retribuzione del mese di dicembre 2021.
L’importo sarà erogato ai lavoratori in forza alla data di erogazione di ciascuna tranche, in proporzione al numero di mesi svolti presso l’azienda .
L’importo è escluso dalla base di calcolo del t.f.r. ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale e contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi.





















Liv.

Importi singola tranche

68,03
56,97
50,00
4° s. 47,54
45,08
40,98

CONFINDUSTRA MODA e OO.SS.: Documento condiviso al Governo del 21/9/2020

Firmato il giorno 21/9/2020, tra CONFINDUSTRIA MODA, SMI, ANFAO, ASSOCALZATURIFICI, ASSOPELLETTIERI, UNIC e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, un documento condiviso da consegnare al Governo per la ripresa delle industrie della moda

Confindustria Moda e le OO.SS. del settore, nel sottoscrivere il presente documento, hanno elaborato alcune proposte condivise per la tutela e la ripresa dell’industria della moda, da consegnare al Governo e ai Ministri interessati.
Essendo il settore della Moda a rischio a causa delle conseguenze sui mercati internazionali dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, in questo preoccupante contesto generale, Confindustria Moda e le Associazioni di categoria in essa federate ed i sindacati nazionali di categoria Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, intendono offrire il proprio contributo di idee, di proposte e di impegno diretto per:
– continuare a produrre in condizioni di sicurezza, per riportare il sistema all’ottimale saturazione della capacità produttiva, recuperando il terreno perduto nella fase di blocco delle attività;
– recuperare al lavoro il più velocemente possibile tutti gli addetti di tutti i comparti e le funzioni della filiera, porre le condizioni necessarie per la valorizzazione delle professionalità tipiche del settore moda e sviluppare iniziative concrete per agevolare iI ricambio generazionale;
– cogliere l’occasione per affrontare in modo risoluto alcuni dei problemi strutturali dell’industria della moda che ne hanno rallentato lo sviluppo nel recente passato e che rischiano di impedirne la ripresa ed il consolidamento nel prossimo futuro.
A tale riguardo, il presente Documento congiunto conferma e integra quanto le Parti hanno già convenuto e proposto nei mesi scorsi, anche tramite le proprie Confederazioni, Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, di cui in particolare richiamiamo i seguenti punti essenziali:
1) Per lavorare in totale sicurezza
Occorre sostenere le imprese nell’applicazione rigorosa dei Protocolli di sicurezza condivisi tra le Parti, garantendo la salvaguardia della salute dei lavoratori ed il contenimento dei rischi di contagio, anche attraverso una diversa riorganizzazione delle attività aziendali, nella consapevolezza dei costi applicativi.
2) La riduzione del “cuneo fiscale”
In un settore come quello della moda, nel quale il costo del lavoro incide per oltre il 30% sui costi di produzione, per la salvaguardia della competitività delle produzioni italiane diventa di rilevante importanza procedere ad una riduzione del cuneo fiscale. Un primo intervento nella giusta direzione è già stato introdotto con la legge di bilancio 2020, decorrente dal 1° luglio, per alcune fasce di reddito: occorre procedere nella medesima direzione, a beneficio di tutti i lavoratori e delle aziende del settore.
3) L’estensione degli ammortizzatori sociali
La situazione economica post-Covid 19 del settore moda non si preannuncia facile. Pur nella speranza di un rapido assestamento dei mercati, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e in attesa di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro, occorre integrare gli attuali ammortizzatori sociali con la previsione di ulteriori interventi:
– allineare le disponibilità di CIG Covid 19 al tempo per il quale vige il divieto di licenziamenti e prevedere nuove disponibilità di CIG Covidl9 (aggiuntive agli strumenti ordinari), per tutto l’anno 2020 e per il 2021, per salvaguardare il patrimonio di professionalità faticosamente costruito negli anni e indispensabile per il rilancio futuro del settore.
– Rafforzare l’indennità di CIG, innalzando gli attuali massimali mensili.
– Velocizzare le procedure di autorizzazione della CIG.

Incremento pensione invalidi civili: istruzioni Inps


Con circolare n. 107/2020, l’Inps fornisce chiarimenti in merito all’attuazione dell’art. 15, DL n. 104/2020, nella parte in cui, nel recepire la sentenza della Corte Costituzionale n. 152/2020, estende ai soggetti invalidi civili totali o sordi o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità, di età compresa tra i diciotto e i sessanta anni, i benefici di cui all’art. 38, co. 4, L. n. 448/2001, finora spettanti ai soggetti con più di sessanta anni di età.


La sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nella parte in cui, con riferimento agli invalidi civili totali, dispone che l’incremento del trattamento pensionistico sia concesso “ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni”e non anche “ai soggetti di età superiore a diciotto anni”. La citata norma infatti riconosceva un incremento del trattamento pensionistico fino a 516,46 euro al mese per tredici mensilità (c.d. “incremento al milione”) ai titolari di pensione di inabilità (invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi) o di pensione di inabilità di cui alla legge n. 222/1984, non prima del compimento del sessantesimo anno di età. Secondo la Corte Costituzionale, tuttavia, il requisito anagrafico di sessanta anni è da considerarsi irragionevole e discriminatorio perché il soggetto totalmente invalido, pur se di età inferiore ai sessanta anni, si trova in una situazione che non è certo meritevole di minor tutela rispetto a quella in cui si troverebbe al compimento del sessantesimo anno di età.
In applicazione di tale pronuncia, il DL n. 140/2020 prevede, all’articolo 15, che: “Con effetto dal 20 luglio 2020 all’articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni, le parole “di età pari o superiore a sessanta anni” sono sostituite dalle seguenti: “di età superiore a diciotto anni”.


Diritto alla maggiorazione
A decorrere dal 20 luglio 2020, agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità. Il diritto alla maggiorazione è riconosciuto a tutti i titolari di pensione di inabilità, in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge, che hanno compiuto diciotto anni.


Per avere diritto al beneficio sono necessari i seguenti requisiti reddituali:
a) il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);
b) il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:
– redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro;
– redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.
Se entrambi i coniugi hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale. Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge.
Ai fini della valutazione del requisito reddituale concorrono i redditi di qualsiasi natura, ossia i redditi assoggettabili ad IRPEF, sia a tassazione corrente che a tassazione separata, i redditi tassati alla fonte, i redditi esenti da IRPEF, sia del titolare che del coniuge. Al contrario non concorrono al calcolo reddituale i seguenti redditi: il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento, l’importo aggiuntivo di 300.000 lire (154,94 euro) previsto dal co. 7 dell’art. 70, L. n. 388/2000, i trattamenti di famiglia, l’indennizzo previsto in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.


Incremento della pensione di inabilità
In forza dell’art. 38, co. 4, L. n. 448/2001, modificato come sopra evidenziato, ai titolari di pensione di inabilità di cui all’art. 2, L. n. 222/1984, di età superiore a diciotto anni, è riconosciuto un incremento per tredici mensilità della misura della maggiorazione sociale di cui all’articolo 1 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, fino a garantire un reddito mensile proprio pari a 516,46 euro al mese, a condizione che non si superino i limiti di reddito fissati, personale e cumulato con quello del coniuge.
Gli interessati di età inferiore ai sessanta anni, ricorrendo i prescritti requisiti, devono presentare istanza per ottenere congiuntamente la maggiorazione ed il relativo incremento, secondo le consuete modalità.
Il beneficio viene attribuito dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, sempreché ricorrano le condizioni reddituali e il compimento dell’età stabilita dalla disposizione. Si precisa che la decorrenza non può comunque essere anteriore al 1° agosto 2020.

Premio di risultato 2020 per le BCC di Abruzzo e Molise



Siglato il 21/9/2020, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CIGIL, UILCA, l’accordo per l’erogazione del Premio di risultato anno 2020 per i Quadri direttivi e per il personale delle Aree professionali delle BCC/CRA dell’Abruzzo e Molise dell’8/1/2010.


Le Parti hanno convenuto che in applicazione delle disposizioni di contrattazione collettiva che regolano l’erogazione del Premio di risultato per i dipendenti delle BCC/CRA richiamate in premessa, le fasce di eccellenza attribuite, l’andamento dell’indicatore composto e l’ammontare complessivo del Premio di risultato 2020 da erogare al personale delle BCC associate alla Federazione Abruzzo e Molise, nonché al personale dipendente della Federazione stessa, sono stati convenuti secondo quanto riportato nel documento Allegato “Tabella PDR 2020”.
Il Premio di risultato anno 2020 sarà erogato da ciascuna BCC nel mese di ottobre 2020. Per quanto non espressamente previsto dal presente accordo in ordine ai criteri di erogazione a ciascun dipendente.
Le Parti riconoscono ai dipendenti delle BCC aderenti alla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Abruzzo e del Molise, nonché ai dipendenti della Federazione stessa, che abbiano reddito IRPEF inferiore ad euro 80.000 ed entro il limite di importo complessivo di euro 3.000 lordi, la possibilità di optare per una delle forme di welfare concordate tra le parti e riportate nella tabella in calce al presente articolo, in sostituzione, in tutto o in parte, dell’importo maturato a titolo di Premio di risultato 2020. L’importo definito a titolo di Premio di risultato sarà maggiorato del 15%, a carico dell’Azienda, per i dipendenti che opteranno, come sopra, per le prestazioni di welfare riportate nella Tabella che segue.
A tale fine i dipendenti interessati dovranno esprimere la loro scelta con apposita comunicazione scritta all’ufficio del personale (o in mancanza alla Direzione Generale) della BCC di appartenenza – ovvero attraverso differente modalità che sarà tempestivamente comunicata – recante la volontà di avvalersi delle prestazioni di welfare riportate nella tabella, specificandone il tipo, unitamente all’entità della quota di Premio da destinarvi e consegnando la relativa documentazione di spesa in originale. Le somme relative al piano welfare sono quelle relative a spese effettuate dal dipendente per sé o per i propri familiari.






























BCC/CRA

Premio Totale RLG rettificato

– 60% 130a


-50% 100/B

BCC SANGRO TEATINA 35.469
BCC ADRIATICO TERAMANO 38.026
BCC BASCIANO 100.972
BCC GAMBATESA 23.0333
BCC CASTIGLIONE M.R. 137.250
BCC ABRUZZESE 54.588
BCC PRATOLA 273.916
BCC VALLE DEL TRIGNO 45.900
TOTALE FEDERAZIONE 709.154


 

Detassazione premi di produttività 2020 Confesercenti Lombardia

Siglato, tra la CONFESERCENTI Regionale Lombardia e la FILCAMS-CGIL Lombardia, la FISASCAT-CISL Lombardia, la UILTUCS-UIL Lombardia, l’accordo quadro regionale per la detassazione dei premi di produttività e per i servizi di welfare per il territorio lombardo – anno 2020.

II presente Accordo Quadro Regionale decorre fino al 31/12/2020.
Le Parti, concordano sin d’ora di incontrarsi nel mese di Novembre 2020 per valutare eventuali proroghe all’accordo stesso e convengono altresì che, qualora successivi provvedimenti legislativi intervengano a modificare esclusivamente il limite massimo di reddito percepito nell’anno precedente (€ 80.000,00) dal dipendente o il limite massimo dell’importo detassabile (€ 3.000,00), nonché gli indicatori, le predette somme e gli indicatori richiamati nel presente Accordo quadro Regionale devono intendersi automaticamente adeguati.
Considerato che nei settori delle aziende rappresentate da Confesercenti uno dei principali elementi di competitività è rappresentato dalle competenze dei propri dipendenti, che attraverso il loro impegno concorrono al raggiungimento degli obiettivi dell’impresa. Questa considerazione determina, e sempre più nel prossimo futuro determinerà, nelle imprese l’esigenza di individuare ed attivare un sistema di retribuzione variabile aggiuntivo, non determinabile a priori, declinato in tutti gli ambiti organizzativi. Tale esigenza ha l’obiettivo di incrementare e sviluppare i dati economici legati alla produttività ed alla redditività delle imprese (qualità, efficienza ed innovazione) condizioni queste, tra le altre, previste dalla legge per accedere all’imposta sostitutiva sopra descritta. Le parti ritengono importante, quindi, fornire alle imprese strumenti utili ad incentivare tali dinamiche permettendo, così, ai lavoratori di implementare il proprio reddito anche attraverso il cd. welfare aziendale.
Per l’applicazione della tassazione agevolata, alle somme la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità efficienza ed innovazione, il presente Accordo Quadro Regionale individua gli indicatori di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità efficienza ed innovazione (criterio della misurabilità), che possono consistere nell’aumento della produzione o in risparmi dei fattori produttivi ovvero miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi (criterio dell’incrementalità), rispetto al periodo congruo di seguito definito, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di valori numerici od altro genere appositamente individuati (criterio di verificabilità).
Con il presente accordo Confesercenti Regionale e le organizzazioni sindacali regionali stipulanti e firmatarie definiscono i criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività e qualità cui è collegato il sistema di retribuzione variabile (premi di risultato).
Il periodo congruo preso a riferimento per determinare il raggiungimento degli obiettivi individuati è riferito ad un arco temporale di 12 mesi (gennaio – dicembre 2020), raffrontato all’anno 2019.
Le Parti concordano suII’importanza di monitorare la qualità e la quantità degli accordi di risultato e a tal fine le imprese che aderiranno all’accordo quadro, dovranno inviare contestualmente, a pena di inapplicabilità del presente accordo, copia degli accordi realizzati anche all’Ente bilaterale/Associazione datoriale territoriale. Sarà cura dell’Ente bilaterale/Associazione datoriale territoriale ritornare alle Parti il risultato di tale monitoraggio.
I valori liquidati a titolo di premio di risultato sono identificati come retribuzione variabile che ha natura distinta rispetto alla retribuzione corrente e si intendono esclusi dalla incidenza diretta e/o indiretta su tutti gli istituti di legge e di contratto differiti (tredicesima e quattordicesima mensilità, ferie, permessi e festività ed ex festività).
II presente Accordo Quadro Regionale è applicabile ai datori di lavoro che:
– siano associati a Confesercenti territoriali facenti parte del sistema di Confesercenti Regionale Lombardia;
– applichino e rispettino integralmente – sia per la parte c.d. normativa/economica sia per la parte c.d. obbligatoria – il CCNL per i dipendenti da aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, sottoscritto da Confesercenti e Filcams-Cgil – Fisascat -Cisl – Uiltucs-Uil;
– al raggiungimento di almeno uno degli indicatori definiti dall’art. 3 erogano premi di produttività, oggetto di c.d. “detassazione”;
e nei confronti:
– dei lavoratori dipendenti da datori di lavoro/aziende, come sopra individuati, con sede legale in Lombardia, occupati presso unità produttive o operative situate in Lombardia.
Quanto contenuto nel presente Accordo Quadro Regionale ha carattere sussidiario e non sostitutivo rispetto alle intese derivanti dalla contrattazione aziendale.
La legge di bilancio 2016 ha stabilito che gli importi erogati a titolo di premio di produzione non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente né sono soggetti ad imposta sostitutiva con aliquota del 10% se destinati a c.d. welfare aziendale.
Il lavoratore potrà optare di versare interamente o parzialmente l’importo del premio di produttività maturato alla previdenza complementare ovvero a FONTE.

Visite Mediche di Controllo domiciliare in caso di malattia comune: variazione indirizzo di reperibilità


Con circolare n. 106/2020, l’Inps comunica che è disponibile, mediante il portale web dell’Istituto, un nuovo servizio ad uso del cittadino lavoratore per la comunicazione del cambio di indirizzo di reperibilità durante l’evento di malattia comune, ai fini della possibile disposizione della visita medica di controllo domiciliare. Il nuovo strumento da un lato garantisce all’Istituto un efficientamento del flusso gestionale, dall’altro dà all’utente certezza circa la ricezione della sua comunicazione all’INPS, per la corretta disposizione dell’eventuale visita medica di controllo domiciliare.


Nell’ambito dell’evoluzione dei servizi per il cittadino e dell’informatizzazione e telematizzazione del processo delle visite mediche di controllo (VMC) in caso di malattia comune, è stato rilasciato, sul portale web dell’Istituto, un nuovo servizio per la comunicazione, da parte dei lavoratori dei settori privato e pubblico, della variazione dell’indirizzo di reperibilità, rispetto a quello precedentemente indicato. Il nuovo canale di comunicazione tra lavoratore e Istituto sostituisce le modalità fino ad oggi in uso (e-mail alla casella medico-legale della Struttura territoriale di competenza o comunicazione mediante Contact center), che restano tuttavia ancora valide nei casi di indisponibilità del servizio telematico.
Non è possibile invece richiedere al medico curante di richiamare il certificato telematico, sebbene ancora in corso di prognosi, per variare l’indirizzo di reperibilità in esso riportato. Il certificato è, infatti, richiamabile dal medico redattore solo ed esclusivamente per essere annullato (entro termini temporali ben precisi), ovvero rettificato per riformulare la prognosi espressa, riducendola.


“Sportello al cittadino per le VMC”
Il cittadino lavoratore, previa autenticazione tramite le credenziali necessarie per l’utilizzo dei servizi telematici INPS, può accedere, dal portale web dell’Istituto, attraverso la sezione dedicata ai “Servizi Online”, allo “Sportello al cittadino per le VMC”. La funzione “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo” permette la comunicazione di un nuovo indirizzo di reperibilità per un’eventuale visita di controllo domiciliare.
Per uno stesso certificato di malattia il cittadino può comunicare più reperibilità successive. Sul punto, l’Inps precisa che ogni nuova reperibilità comunicata, nell’ambito dello stesso certificato di malattia in corso di validità, implica l’annullamento automatico dell’eventuale precedente reperibilità limitatamente al periodo di sovrapposizione tra i periodi delle due variazioni comunicate. Inoltre, ogni reperibilità è storicizzata, onde evitare che si perda traccia degli indirizzi che possono essere stati utilizzati per eventuali visite mediche di controllo.
Attraverso il campo “Comunica indirizzo reperibilità”, sarà possibile indicare la nuova reperibilità che viene considerata utile a decorrere almeno dal giorno successivo a quello dell’avvenuta comunicazione; attraverso il campo “indirizzi comunicati”, il cittadino potrà consultare tutti i propri indirizzi di reperibilità comunicati all’Istituto.


Destinatari del servizio
Il nuovo servizio è disponibile per tutti i lavoratori dei settori privato e pubblico e non sostituisce, in alcun modo, gli obblighi contrattuali di comunicazione da parte dei medesimi lavoratori nei confronti dei propri datori di lavoro.
Per i lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia, si ribadisce l’onere di comunicare all’INPS eventuali variazioni di reperibilità con la massima diligenza e tempestività possibili, e comunque sempre prima di effettuare lo spostamento, al fine di non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge, in caso di impossibilità ad eseguire la VMC per indirizzo errato del lavoratore.
Nel ribadire che è onere del lavoratore verificare che l’indirizzo di reperibilità comunicato all’Istituto, mediante il certificato di malattia redatto dal medico curante, sia corretto e completo in tutte le sue parti, si precisa che, qualora egli si renda conto tardivamente di un eventuale errore, dovrà provvedere con la massima tempestività a comunicare, mediante l’applicativo in argomento, l’indirizzo esatto, così da consentire il regolare svolgimento della VMC.
Per i lavoratori pubblici, invece, l’articolo 6 del D.P.C.M. 17 ottobre 2017, n. 206 prevede che il dipendente comunichi preventivamente alla sua Amministrazione di appartenenza l’eventuale variazione dell’indirizzo di reperibilità, durante il periodo di prognosi. L’Amministrazione è tenuta a fornire quindi il dato all’INPS.
La disponibilità del nuovo servizio anche per il lavoratore pubblico ha lo scopo di ottimizzare il flusso comunicativo e offrire, come già chiarito in premessa, maggiori garanzie di correttezza e tempestività dell’informazione per l’esecuzione delle VMC. Il servizio non deve, invece, essere utilizzato dai lavoratori pubblici per gli adempimenti relativi alla comunicazione del solo allontanamento temporaneo dal proprio domicilio di reperibilità, per terapie, visite mediche, accertamenti sanitari o per gli altri giustificati motivi. In tali fattispecie, infatti, non si configura un cambio del domicilio di reperibilità ma un semplice allontanamento dal proprio domicilio che rimane invece confermato.
In ogni caso, il datore di lavoro viene messo al corrente del diverso indirizzo di reperibilità comunicato dal lavoratore in fase di richiesta di una VMC, se la comunicazione è stata effettuata prima della richiesta di visita oppure al momento della consultazione degli esiti, qualora il lavoratore abbia comunicato una variazione di reperibilità dopo la richiesta di VMC e il datore di lavoro abbia acconsentito – spuntando l’apposito campo – ad inviare la visita al diverso indirizzo fornito dal lavoratore.

Indennità di Vacanza Contrattuale per i lavoratori del settore “Turismo Anpit-Cisal”



Firmato il 15/9/2020, da ANPIT, CIDEC, UNICA, CONFIMPRENDITORI e CISAL Terziario, l’accordo per la determinazione dell’Indennità di Vacanza Contrattuale per i lavoratori ai quali si applica il CCNL “Turismo, Agenzie di Viaggio e Pubblici Esercizi” del il 23/5/2017


Il CCNL “Turismo, Agenzie di Viaggio e Pubblici Esercizi” Anpit-Cisal del 23/5/2017, scaduto il 30/4/2020, all’art. 26 prevede che dal primo giorno del quarto mese successivo alla data di scadenza, si dovrà riconoscere ai lavoratori l’Indennità di Vacanza Contrattuale.
Ciò premesso, le parti nell’incontro del 15 settembre 2020, hanno deliberato quanto segue.


1) Dall’1/8/2020 ai Lavoratori del settore, si dovrà riconoscere la seguente Indennità di Vacanza Contrattuale mensile, quale componente della Retribuzione Mensile Normale, così espressa nel Tempo Pieno ed in euro:


Indennità di Vacanza Contrattuale da riconoscere dall’1/8/2020



















































Livello

P.B.N.C.M. al 01/2020

I.V.C. lorda

QA1 2.252,90 33,12
A2 1.959,04 28,80
A3 1.714,16 25,20
B1 1.567,23 23,04
B2 1.420,30 20,88
C1 1.273,38 18,72
C2 1.175,42 17,28
D1 1.077,47 15,84
D2 979,52 14,40
Op. Vendita di 1° Cat. 1.278,27 18,79
Op. Vendita di 2° Cat. 1.146,04 16,85
Op. Vendita di 3° Cat. 1.057,88 15,55


2) Tenuto conto che la decorrenza dell’I.V.C. è dalla mensilità di agosto 2020, con la prima retribuzione utile, al Lavoratore dovranno essere riconosciute le I.V.C. nel frattempo maturate. Tale arretrato I.V.C., salvo condizione di miglior favore verso il Lavoratore, sarà riconosciuto suddiviso in due rate mensili.