EDILCASSA LAZIO: Aliquote contributive vigenti per la provincia di Frosinone



Si riportano le percentuali contibutive da versare alla EDILCASSA LAZIO per le imprese edili operanti nella provincia di Frosinone


IMPRESE ARTIGIANE
VALIDITA’ DA APRILE 2019




































































Descrizione contributo

Contributo totale

Quota lavoratore

Quota impresa

QUOTE DI SERVIZIO NAZIONALI 0,3700 0,1850 0,1850
QUOTE DI SERVIZIO PROVINCIALI 1,4400 0,7200 0,7200
CONTRIBUTO DI GESTIONE 2,5000 0,4200 2,0800
CONTRIBUTO R.L.S.T. 0,3000 0,0000 0,3000
CONTRIBUTO CAF 0,1000 0,0000 0,1000
PREVENZIONE E FORMAZIONE 0,3000 0,0000 0,3000
FONDO INTEGRATIVO ASSISTENZE 0,7000 0,0000 0,7000
APE 2,3500 0,0000 2,3500
FONDO PREPENSIONAMENTI 0,2000 0,0000 0,2000
FONDO INCENTIVO OCCUPAZIONE 0,1000 0,0000 0,1000
FONDO SANITARIO 0,3500 0,0000 0,3500
TOTALE CONTRIBUTI 8,7100 1,3250 7,3850
FONDO SANITARIO IMPIEGATI 0,5200 0,0000 0,5200


 


PICCOLE E MEDIE IMPRESE
VALIDITA’ DA GIUGNO 2019


 




































































Descrizione contributo

Contributo totale

Quota lavoratore

Quota impresa

CONTRIBUTO DI GESTIONE 2,5000 0,4200 2,0800
FONDO INTEGRATIVO ASSISTENZE 0,7000 0,0000 0,7000
LAVORI USURANTI 0,2000 0,0000 0,2000
CONTRIBUTO R.L.S.T. 0,3000 0,0000 0,3000
CONTRIBUTO CAF 0,1000 0,0000 0,1000
PREVENZIONE E FORMAZIONE 0,3000 0,0000 0,3000
QUOTE DI SERVIZIO NAZIONALI 0,4444 0,2222 0,2222
QUOTE DI SERVIZIO PROVINCIALI 1,4400 0,7200 0,7200
APE 2,3500 0,0000 2,3500
FONDO ASSISTENZA OPERAI 0,3500 0,0000 0,3500
FONDO SOSTEGNO OCCUPAZIONE 0,1000 0,0000 0,1000
TOTALE CONTRIBUTI 8,7844 1,3622 7,4222
FONDO SANITARIO IMPIEGATI 0,2600 0,0000 0,2600


 


IMPRESE COOPERATIVE
VALIDITA’ DA GIUGNO 2019


 


























































Descrizione contributo

Contributo totale

Quota lavoratore

Quota impresa

CONTRIBUTO DI GESTIONE 2,5000 0,4200 2,0800
FONDO INTEGRATIVO ASSISTENZE 2,0000 0,0000 2,0000
PREVENZIONE E FORMAZIONE 0,3000 0,0000 0,3000
CONTRIBUTO R.L.S.T. 0,3000 0,0000 0,3000
QUOTE DI SERVIZIO NAZIONALI 0,4444 0,2222 0,2222
QUOTE DI SERVIZIO PROVINCIALI 1,4400 0,7200 0,7200
APE 3,0000 0,0000 3,0000
FONDO PREPENSIONAMENTI 0,2000 0,0000 0,2000
FONDO INCENTIVO OCCUPAZIONE 0,1000 0,0000 0,1000
FONDO SANITARIO 0,3500 0,0000 0,3500
TOTALE CONTRIBUTI 10,6344 1,3622 9,2722

Istituito il fondo di assistenza sanitaria per le Scuola e Università Agidae

E‘ operativo il fondo “AGIDAE SALUS ISTRUZIONE” per i dipendenti degli enti religiosi in attuazione del CCNL AGIDAE SCUOLA e del CCNL AGIDAE UNIVERSITÀ

La scadenza della registrazione presso il sito www.agidaesalusistruzione.life è stata prorogata fino al 30/09/2019.
L’obbligo di iscrizione al Fondo da parte dei Datori di Lavoro vige per tutti i Lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a carattere intermittente o ciclico e i lavoratori con contratto a tempo determinato di durata superiore a tre mesi.
Oltre a quanto già previsto per i familiari del personale dipendente, possono essere ammessi all’iscrizione al Fondo, a contribuzione volontaria personale, il coniuge e i figli di età uguale o maggiore a 21 anni, risultanti dallo stato di famiglia del lavoratore regolarmente iscritto al Fondo, purché ne faccia esplicita richiesta per tutti i componenti.
Il Datore di Lavoro è tenuto a corrispondere al Fondo un contributo ordinario, come previsto nel CCNL Scuola e CCNL Università, pari a 5,00 euro per ogni mensilità lavorativa, compreso tredicesima, per ogni lavoratore dipendente in forza nel mese.
I soggetti che aderiscono facoltativamente con contribuzione volontaria devono corrispondere al Fondo un contributo straordinario al momento dell’iscrizione e reiscrizione pari a 15,00 euro per ogni anno solare e per ogni soggetto.


I Datori di lavoro sono obbligati a versare detto contributo per tutti i lavoratori in forza all’1/1/2019. Per i Lavoratori assunti successivamente a tale data l’iscrizione al Fondo è obbligatoria contestualmente alla data di assunzione.


Contributo libri scolastici per gli iscritti ad EBITERBO


L’Ente Bilaterale del Terziario di Bologna eroga un contributo per l’acquisto di libri scolasti per i figli degli iscritti che frequentano la prima media o la prima superiore.

Ai suoi iscritti, Ebiterbo eroga un contributo per l’acquisto di libri scolasti per i figli che frequentano la prima media o la prima superiore.
La domanda di richiesta contributo va presentata entro e non oltre il 31/12/2019 ed avrà un importo massimo di Euro 130,00 per un figlio, che diventa di Euro 200,00 complessivi in caso di richiesta per più figli.
Prima della presentazione, controllare di aver allegato alla domanda tutti i documenti necessari (busta paga, elenco libri della scuola, scontrini e/o ricevute di acquisto).

Cassa Edile L’Aquila: contribuzione vigente



La Cassa Edile di L’Aquila ha pubblicato i contributi vigenti relativamente al settore industria


 


IMPRESE INDUSTRIALI validità dal 1/4/2019




































































CONTRIBUTI

Totale Percentuale

Quota a carico del datore di lavoro

Quota a carico del lavoratore

Contributo Cassa Edile 2,50 2,08 0,42
Contributo Fondo Sanitario Nazionale 0,35 0,35  
Contributo FNAPE 3,54 3,54  
Contributo Ente Paritetico Unificato Formazione/Sicurezza 1,00 1,00  
QACN – Quota adesione contrattuale nazionale 0,44 0,22 0,22
QACT – Quota adesione contrattiale territoriale 1,16 0,58 0,58
Contributo RLST 0,07 0,07  
Contributo Fondo Incentivo all’occupazione 0,10 0,10  
Contributo Fondo Prepensionamenti 0,20 0,20  
Contributo Straord. e provv. Centro eccellenza formaz. Edile 0,20 0,20  
TOTALE CONTRIBUTI OBBLIGATORI 9,56 8,34 1,22
Contributo Fondo Sanitario Nazionale Impiegati 0,26 0,26  
Contributo aggiuntivo Agenzie Interinali (Formaz. +CIG) 3,47 3,47  

Rete dei servizi pubblici per l’impiego estesa fino al 2027


La Commissione europea ha proposto di estendere fino al 2027 la durata della decisione 573/2014/Ue che istituiva la Rete dei servizi pubblici per l’impiego (Spi), attori chiave nella lotta alla disoccupazione in Europa e nell’attuazione efficace delle iniziative dell’Ue in tema di occupazione.


Con la decisione 573/2014/Ue è stata istituita una rete dell’Unione di servizi pubblici per l’impiego (SPI), originariamente per il periodo dal 17 giugno 2014 fino al 31 dicembre 2020. Scopo della decisione è quello di incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri tramite la rete nel settore dell’occupazione, nell’ambito dei settori di responsabilità degli SPI, al fine di contribuire a Europa 2020 e all’attuazione delle pertinenti politiche dell’Unione.
Sulla base dei risultati positivi della rete e delle esigenze della stessa, la Commissione europea ha proposto di estendere fino al 2027 la durata della decisione 573/2014/Ue.
Nel dettaglio, la proposta intende continuare il lavoro già svolto sino ad oggi: rafforzare la capacità, l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego (Spi), mettendo a disposizione una piattaforma per comparare a livello europeo le loro prestazioni, individuare le buone pratiche e sviluppare un sistema di apprendimento reciproco. L’obiettivo finale è quello di offrire agli Spi maggiori opportunità di contribuire allo sviluppo di politiche innovative e basate su elementi concreti.
La rete europea di servizi pubblici per l’impiego riunisce gli Spi di tutti gli Stati membri dell’Ue, la Norvegia e l’Islanda, e la Commissione europea stessa. L’Italia vi partecipa attraverso ANPAL, che rappresenta il nodo di coordinamento nazionale e trasferisce sul territorio indicazioni e strategie condivise a livello europeo, buone prassi e strumenti di politica attiva.

Cartella esattoriale non validamente notificata, l’impugnabilità anche sulla base dell’estratto di ruolo


L’impugnabilità di una cartella esattoriale, non notificata, unitamente all’atto successivo notificato, non costituisce l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza, attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione (Corte di Cassazione, ordinanza 13 settembre 2019, n. 22925).


Una Corte di appello territoriale, confermando la decisione del Tribunale di prime cure, aveva dichiarato inammissibile l’opposizione proposta da un lavoratore autonomo avverso l’estratto di ruolo relativo ad una cartella esattoriale per omesso versamento dei contributi IVS e somme aggiuntive. La Corte territoriale aveva ritenuto che fosse inammissibile il ricorso di impugnativa dell’estratto di ruolo, per carenza di interesse, allorché si fosse accertato che la cartella era stata ritualmente notificata e non impugnata nei termini e non furono intervenute azioni esecutive in corso (Corte di Cassazione S.U., sentenza n. 19704/2015).
Avverso tale decisione il lavoratore propone così ricorso, lamentando la violazione e falsa applicazione della legge, nonché l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti. Nello specifico, si rileva che il “petitum” della originaria domanda proposta aveva ad oggetto non già l’impugnazione del ruolo, ma l’accertamento negativo del diritto di credito cui esso era riferito, ciò sostanziando, dunque, l’interesse del ricorrente alla domanda proposta. Il medesimo deduce altresì che la Corte territoriale aveva omesso di esaminare, ai fini dell’interesse ad agire, la iscrizione ipotecaria intervenuta in suo danno nelle more del giudizio, fondata anche sulla cartella esattoriale per cui è causa.
Per la Suprema Corte, il ricorso è fondato.
Il contribuente può, certamente, impugnare la cartella di pagamento della quale, a causa dell’invalidità della relativa notifica, sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione. A nulla osta, infatti, la previsione dell’art. 19, co. 3, del D.Lgs. n. 546/1992, per cui la mancata notificazione degli atti autonomanente impugnabili, tra cui la cartella esattoriale, adottati precedentemente all’atto notificato, ne consente l’impugnazione unitamente a quest’ultimo. Secondo una lettura costituzionalmente orientata della previsione normativa, infatti, l’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato, non costituisce l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza. Quindi, non è esclusa la possibilità di far valere l’invalidità stessa anche prima, giacché l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale non può essere compresso, ritardato, reso più difficile o gravoso, ove non ricorra la stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo, rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione (Corte di Cassazione S.U., sentenza n. 19704/15).
Certamente, quanto alla domanda di accertamento negativo del credito, l’impugnazione diretta del ruolo esattoriale da parte del debitore che chieda procedersi ad un accertamento negativo del credito dell’Amministrazione in esso risultante, è inammissibile per difetto di interesse, laddove le cartelle esattoriali siano state regolarmente notificate, non prospettandosi tale accertamento come unico strumento volto ad eliminare la pretesa impositiva della Amministrazione, alla quale, invece, il debitore può rivolgersi in via amministrativa, domandando l’eliminazione del credito in autotutela mediante il cd. sgravio (Corte di Cassazione, sentenza n. 22946/2016).
Sulla base di tali premesse deve quindi valutarsi fondata la censura inerente l’omesso esame, ai fini dell’interesse ad agire, della iscrizione ipotecaria intervenuta nelle more del giudizio, in quanto, sebbene notificate le cartelle esattoriali, la successiva iscrizione potrebbe costituire elemento significativo in termini di interesse della parte all’accertamento negativo del credito. Si tratta, peraltro, di un giudizio evidentemente di merito, poiché l’interesse ad agire deve essere valutato alla stregua della prospettazione operata dalla parte e la sua sussistenza non può essere negata sul presupposto che quanto sostenuto dall’attore non corrisponda al vero, attenendo tale valutazione di fondatezza al merito della domanda.

Nuove retribuzioni per i dipendenti dell’industria alimentare



Dal mese di settembre decorrono le nuove retribuzioni per i dipendenti del CCNL Alimentari Industria


 


Questi i nuovi minimi retributivi dal corrente dal 1/9/2019


 


Qualificati


 






























Livello

Minimo

1 Super 2.336,03
1 2.031,31
2 1.675,86
3 A 1.472,72
3 1.320,39
4 1.218,80
5 1.117,25
6 1.015,69
6 Produzione 1.015,69


 

Accordo “Poste Italiane” in materia di cessione delle ferie solidali

Sottoscritto il giorno 11/9/2019 tra POSTE ITALIANE S.p.A. e SLC-CGIL, SLP-CISL, UIL-POSTE, FAILP-CISAL, CONFSAL Comunicazioni e FNC-UGL Comunicazioni, l’accordo sulla cessione solidale delle ferie

L’accordo appena firmato, realizza quanto previsto dall’art. 24 del D.Lgs. n. 151/2015 che ha introdotto, a fini solidaristici, l’istituto della cessione delle ferie prevedendo che “fermi restando i diritti di cui al D.Lgs. 8/4/2003, n. 66, i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalie associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro”.
Pertanto, le Parti convengono di istituire in via sperimentale un “Fondo delle Ferie solidali” a decorrere dall’1/1/2020 e fino al 31/12/2020. Competente alla gestione del nuovo istituto sarà una Commissione Paritetica Nazionale che a partire dal mese di novembre redigerà un apposito regolamento.
I lavoratori, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, che abbiano già fruito di tutte le giornate di ferie, permessi per festività soppresse e PIR, spettanti nell’anno di riferimento e negli anni precedenti, potranno richiedere la cessione in proprio favore di giorni di “Ferie solidali”.
Tale richiesta potrà essere presentata da lavoratori che, alternativamente:
a) abbiano necessità di prestare assistenza al/ai figlio/i minorenne/i le cui particolari condizioni di salute siano certificate mediante idonea documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica attestante la patologia e la necessità di cure continue e costanti;
b) siano impiegati ovvero residenti/domiciliati presso i comuni colpiti da calamità naturali per le quali sia stato dichiarato lo stato d’emergenza;
I lavoratori interessati potranno formulare la richiesta fino ad un massimo di due volte l’anno, rispettivamente nei mesi di febbraio e di giugno; ciascuna richiesta potrà riguardare un massimo di 15 giorni di “Ferie solidali”.
I lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato potranno destinare al Fondo delle Ferie solidali, in modo volontario e a titolo gratuito, al massimo tre giorni di ferie maturati e non goduti riferiti all’anno in cui si realizza la “donazione”; in caso di residui ferie riconducibili ai casi eccezionali di cui al comma XIII dell’art. 36 CCNL vigente, i lavoratori potranno destinare al Fondo delle Ferie solidali fino ad un massimo di 5 giorni di ferie per ciascun anno cui sì riferiscano i residui medesimi. Tali lavoratori potranno altresì decidere di donare al Fondo, in alternativa o in aggiunta alle ferie, un massimo di 2 giorni di. permesso per festività soppresse, maturati nell’anno di riferimento e non godute anche in forma oraria a frazioni di 3h.
La volontà di cedere le ferie/festività soppresse potrà essere manifestata fino ad un massimo di due volte l’anno, rispettivamente nei mesi di marzo e luglio.
Le ferie e/o le festività soppresse “cedute” resteranno nella disponibilità del lavoratore cedente sino al momento dell’accoglimento della proposta di cessione e permarranno nella disponibilità dei lavoratore cessionario fino a quando persistano le condizioni alla base della richiesta, ferma restando la fruizione delle stesse entro il 31/12/2020; nel caso in cui venissero meno le condizioni su previste, le ferie cedute e non fruite rientreranno nel Fondo e saranno gestite secondo i seguenti criteri:
– qualora i giorni di ferie/festività soppresse presenti nel Fondo fossero superiori rispetto a quelli oggetto di richiesta, la Commissione valuterà le eventuali istanze presentate oltre i termini indicati nell’intesa;
– in caso di ulteriore permanenza di ferie e/o permessi nel Fondo, la Commissione procederà alla distribuzione degli stessi al personale già destinatario di “Ferie solidali”, in misura uguale per ciascun lavoratore e fino ad esaurimento. Nel caso in cui le “Ferie Solidali” residue non fossero divisibili in parti uguali nei confronti dei lavoratori interessati, la Commissione procederà alla ripartizione nei confronti dei lavoratori la cui situazione risulti particolarmente critica.
L’accordo sulle ferie solidali ha carattere sperimentale e avrà durata fino al 31/12/2020.

Istituito il fondo di assistenza sanitaria per le strutture socio assistenziale Agidae

Avviato il fondo di assistenza sanitaria integrativa affidata all’ente bilaterale AGIDAE SALUS – SOCIO SANITARIO per i dipendente degli Istituti operanti nelle istituzioni socio assistenziali Agidae

L’iscrizione è obbligatoria da parte dei Datori di Lavoro per tutti i Lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, anche a carattere intermittente o ciclico e con contratto a tempo determinato superiore a tre mesi. I Datori di lavoro sono obbligati a versare il contributo per tutti i lavoratori in forza all’1/1/2019. Per i Lavoratori assunti successivamente a tale data l’iscrizione al Fondo è obbligatoria contestualmente alla data di assunzione.
Oltre a quanto già previsto per i familiari del personale dipendente, possono essere ammessi all’iscrizione al Fondo, a contribuzione volontaria personale, il coniuge e i figli di età uguale o maggiore a 21 anni, risultanti dallo stato di famiglia del lavoratore regolarmente iscritto al Fondo, purché ne faccia esplicita richiesta per tutti i componenti.
Il Datore di Lavoro è tenuto a corrispondere al Fondo un contributo ordinario, come previsto nel CCNL Socio Assistenziale Sanitario, pari a 5,00 euro per ogni mensilità lavorativa, compreso tredicesima, per ogni lavoratore dipendente in forza nel mese.
Per ogni familiare (coniuge e figli) iscritto al Fondo risultante dallo stato di famiglia, ad eccezione dei figli a carico di età inferiore a 21 anni già rientranti nella copertura ordinaria, il lavoratore è tenuto a corrispondere al Fondo un contributo ordinario pari a 65,00 euro annui, anticipato e non frazionabile. Il contributo ordinario al Fondo è dovuto a partire dalla data di iscrizione al Fondo.
I soggetti che aderiscono facoltativamente con contribuzione volontaria devono corrispondere al Fondo un contributo straordinario al momento dell’iscrizione e re-iscrizione pari a 15,00 euro per ogni anno solare e per ogni soggetto.

Dirigenti Aziende Commerciali: Accordo 10/9/2019

Firmato il 10/9/2019, tra CONFCOMMERCIO Imprese per l’Italia e MANAGERITALIA, l’accordo in materia di welfare e bilateralità

Con l’accordo firmato il 10 settembre 2019, che succede all’intesa dell’11 luglio 2019 con la quale le Parti, al fine di consentire la definizione di un quadro di riferimento legislativo e contrattuale di maggiore stabilità, hanno prorogato la vigenza del CCNL per i dirigenti del Terziario, della Distribuzione e Servizi fino al 31/12/2019, le Parti nell’ambito della stessa finalità, hanno inteso rafforzare, i sistemi di welfare e bilateralità contrattuale.
Pertanto, al fine di garantire il processo di riallineamento della previdenza complementare del Fondo Mario Negri, esse hanno concordato che per il periodo di proroga del suddetto CCNL (1/1/2019 – 31/12/2019) l’aliquota del contributo integrativo passa dall’attuale 2,11% al 2,15% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 8 dell’art. 25 del CCNL.
Inoltre, hanno disposto che a decorrere dal 10/9/2019, i redditi derivanti da Piani Azionari, o comunque da piani retributivi basati su strumenti finanziari, non rilevano ai fini del calcolo del TFR, degli istituti contrattuali diretti o indiretti e del calcolo dell’indennità sostitutiva del preavviso.
Infine, per tutto quanto non previsto dall’accordo 10/9/2019, si rinvia alle disposizioni del vigente CCNL ed alle successive integrazioni, che si intendono così confermate fino al 31/12/2019.