Rinnovato il CCNL GAS e ACQUA



Sottoscritto il rinnovo del CCNL del Settore Gas-Acqua applicabile a seguito dallo scioglimento della riserva delle Parti stipulanti entro il mese corrente.


 


Il contratto decorre dall’1/1/2019 ed avrà vigore fino a tutto il 31/12/2021.


 


Incremento dei minimi (TEM)
Viene riportato il valore dei nuovi minimi tabellari integrati per ciascun livello di inquadramento alle decorrenze indicate, come da tabella degli aumenti parametrati che segue.



























































AUMENTI DEI MINIMI

Livello

Parametro

Decorrenze

1/12/2019

1/9/2020

1/9/2021

Q 200,74 36,35 39,16 41,96
8 181,29 32,83 35,37 37,89
7 167,50 30,33 32,68 35,01
6 153,69 27,83 29,98 32,12
5 139,96 25,35 27/30 29,25
4 131,42 23,80 25,64 27,47
3 122,95 22,27 23,99 25,70
2 111,15 20,13 21,68 23,23
1 100,00 18,11 19,51 20,90
















































Livello

Minimo all’1/12/2019

Minimo all’1/9/2020

Minimo all’1/9/2021

Quadro 3.002,70 3.041,86 3.083,82
8 2.711,64 2.747,01 2.784,90
7 2.505,39 2.538,07 2.573,08
6 2.298,91 2.328,89 2.361,01
5 2.093,44 2.120,74 2.149,99
4 1.965,70 1.991,34 2.018,81
3 1.839,04 1.863,03 1.888,73
2 1.662,50 1.684,18 1.707,41
1 1.495,79 1.515,30 1.536,20


 


Una tantum
Per il periodo pregresso si procederà inoltre al pagamento ai lavoratori in forza alla data dell’1/12/2019 di una somma forfettaria pari a 100 euro sui parametro medio, in forma di una tantum, per gli importi di cui alla tabella che segue.







































Livello

Parametro

Una tantum

Q 200,74 139,86
8 181,29 126,31
7 167,50 116,70
6 153,69 107,08
5 139,96 97,51
4 131,42 91,56
3 122,95 85,66
2 111,15 77,44
1 100,00 69,67


Tale importo, già comprensivo di qualsiasi incremento retributivo riferibile al periodo 1/6/2019-30/11/2019, è escluso dalla base di calcolo del TFR ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine o legale contrattuale ed è quindi comprensivo degli stessi.


L’importo forfettario, per le quote spettanti, è corrisposto in unica soluzione con la retribuzione del mese di dicembre 2019, in misura pari ad 1/6 per mese intero di servizio prestato da ciascun lavoratore nel periodo sopra indicato; si intende per mese intero la frazione di mese pari o superiore a 15 giorni.


Welfare
A decorrere dall’1/7/2020 la quota destinata ai finanziamento del welfare contrattuale di settore è incrementata di un importo ulteriore pari a 5,00 euro per ogni mensilità imponibile. La ripartizione della suddetta quota tra l’incremento della contribuzione a carico azienda in favore dei lavoratori iscritti ai Fondi di Previdenza complementare negoziali di settore ed il finanziamento di altri istituti di welfare contrattuale, anche di nuova istituzione, sarà oggetto di accordo tra le Parti, anche a livello di singola associazione, entro il 30/6/2020.


Produttività
La quota di incremento destinata alla pattuizione di elementi retributivi da collegare ad incrementi di produttività/redditività/competitività è annuale ed è stata quantificata considerando in essa anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensiva degli stessi. L’importo sarà utilizzato per la definizione/incremento dei premi di risultato nel periodo considerato, secondo i criteri da definire in sede di contrattazione aziendale.
Il valore di ciascun scaglione della quota sarà annualmente erogato a livello aziendale, in caso di raggiungimento degli obiettivi di produttività/redditività/competitività, sotto forma di “una tantum” secondo le modalità definite negli specifici accordi aziendali ed in linea con la legislazione vigente sui premi di risultato. Resta inteso che Se quote indicate per ciascun anno di competenza saranno erogate, ricorrendone i presupposti stabiliti dalla contrattazione aziendale, nell’anno successivo.







Decorrenza

2020

2021

Importo complessivo su parametro medio 143,53 € 238,00 € 238,00


Quote di servizio
Le aziende effettueranno nei confronti dei lavoratori, su indicazione delle OO.SS. stipulanti, una trattenuta a titolo di quota straordinaria per il rinnovo contrattuale sulla retribuzione dei mese di aprile 2020. I lavoratori contrari potranno opporsi a tale trattenuta. Le quote trattenute verranno versate dalle aziende alle OO.SS. stipulanti.


 

“Fatto sussistente ma privo di illiceità” e tutela reintegratoria


L’insussistenza del fatto contestato, di cui all’art. 18 della I. n. 300/1970, come modificato dall ‘art. 1, comma 42, della I. n. 92 del 2012, “comprende l’ipotesi del fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità, sicché in tale ipotesi si applica la tutela reintegratoria, senza che rilevi la diversa questione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e fatto di modesta illiceità”.


La Corte di appello di Ancona ha confermato la sentenza, con la quale il Tribunale della medesima sede aveva dichiarato illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato, in relazione a plurimi addebiti contestati, con la condanna della società alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di una indennità risarcitoria determinata in dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
Ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza la società, affidandosi a cinque motivi, assistiti da memoria.
Con riferimento al primo motivo (infondato), la ricorrente censura la sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto tardiva la contestazione disciplinare. In linea generale, il principio dell’immediatezza della contestazione mira, da un lato, ad assicurare al lavoratore incolpato il diritto di difesa nella sua effettività e dall’altro, nel caso di ritardo della contestazione, a tutelare il legittimo affidamento del prestatore sulla mancanza di connotazioni disciplinari del fatto incriminabile. Nella specie, la Corte di appello, con una congrua e corretta motivazione, comunque non oggetto di ammissibile censura, ha ritenuto tardiva la contestazione disciplinare, in relazione agli addebiti concernenti il ripianamento dell’ammanco di cassa e la svendita di merce, osservando come, essendo stata informata di entrambi i fatti l’area manager, e cioè la figura apicale dell’azienda nel punto vendita, secondo quanto accertato in istruttoria, era da ritenere che la datrice di lavoro ne avesse avuto piena e immediata conoscenza e ciò anche sul rilievo che il ritardo nella contestazione dell’addebito non può essere giustificato dal fatto che i diretti superiori gerarchici del lavoratore abbiano omesso di riferire tempestivamente agli organi titolari del potere disciplinare in ordine all’infrazione posta in essere dal dipendente.
In merito al secondo motivo di ricorso ed alla contestazione sull’applicazione della tutela della reintegrazione nel posto di lavoro, ritenendo la ricorrente che nell’ipotesi di fatto sussistente ma privo di illiceità, la tutela da riconoscersi a favore del lavoratore dovesse essere soltanto quella risarcitoria, la Corte territoriale ha accertato, in relazione a taluni addebiti, la materiale insussistenza del fatto, così come contestato (quanto al fatto, oggetto di una precedente contestazione disciplinare, di essersi espresso in modo inurbano durante un colloquio telefonico con un rappresentante sindacale, il relativo procedimento era stato archiviato, con conseguente operatività del divieto di bis in idem).
La Corte territoriale ha poi accertato, in relazione ad altri addebiti, elementi idonei ad escludere la illiceità della condotta, come l’aver consentito che alcuni dipendenti fossero segnalati ai clienti come installatori accreditati dal punto vendita, essendo una prassi aziendale consolidata e risalente nel tempo o la vendita a prezzo ridotto di taluni quantitativi di merce, risultando, in ogni caso, tra le facoltà del gestore del punto vendita, anche quella di operare sconti in caso di deterioramento.
Ne consegue che la Corte ha correttamente richiamato e applicato il principio, per il quale l’insussistenza del fatto contestato, di cui all’art. 18 della I. n. 300/1970, come modificato dall ‘art. 1, comma 42, della I. n. 92 del 2012, “comprende l’ipotesi del fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità, sicché in tale ipotesi si applica la tutela reintegratoria, senza che rilevi la diversa questione della proporzionalità tra sanzione espulsiva e fatto di modesta illiceità” (Cass. n. 20540/2015; conformi, fra le molte: Cass. n. 18418/2016; n. 11322/2018).
I due motivi di ricorso, così come i restanti, sono stati pertanto ritenuti infondati ed il ricorso rigettato.


Retribuzioni Operai Agricoli Piacenza



Si riportano le tabelle retributive per gli operai agricoli della provincia di Piacenza in vigore dall’1/4/2019


TABELLA RETRIBUTIVA SALARIATI FISSI DAL 01 APRILE 2019











































Qualifiche Livelli

Salario dal 1/4/2019

1 scatto

2 scatto

3 scatto

4 scatto

5 scatto

1 Area – 1 livello – Specializzato Super 1.643,25 1.656,03 1.668,81 1.681,59 1.694,37 1.707,15
1 Area – 2 livello – Specializzato 1.560,21 1.572,71 1.585,21 1.597,71 1.610,21 1.622,71
2 Area -3 livello – Qualificato Super 1.503,66 1.515,59 1.527,52 1.539,45 1.551,38 1.563,31
2 Area – 4 livello – Qualificato 1.421,69 1.433,05 1.444,41 1.455,77 1.467,13 1.478,49
3 Area – 5 livello – Comune 1.285,48 1.295,37 1.305,26 1.315,15 1.325,04 1.334,93


















Scatti di anzianità

1 livello 12,78
2 Livello 12,50
3 Livello 11,93
4 Livello 11,36
5 Livello 9,89









Generi in natura

addetto settore zootecnico € 26,83 mensili
altri operai € 16,00 mensili





Capo uomo

Agli operai con tale qualifica spetta una maggiorazione del 4% dello stipendio


TABELLA RETRIBUTIVA BRACCIANTI AVVENTIZI DAL 01 APRILE 2019













































Qualifiche Livelli

Paga Oraria base

3° elemento

Paga Oraria dal 1/4/2019

T.F.R.

Totale Retribuzione

1 Area – 1 livello – Specializzato Super 9,76 2,97 12,73 0,84 13,57
1 Area – 2 livello – Specializzato 9,28 2,82 12,10 0,80 12,90
2 Area -3 livello – Qualificato Super 8,93 2,72 11,65 0,77 12,42
2 Area – 4 livello – Qualificato 8,44 2,57 11,01 0,73 11,74
3 Area – 5 livello – Comune 7,64 2,33 9,97 0,66 10,63
3 Area – 6 livello – Addetto Raccolta 5,86 1,79 7,65 0,51 8,16

Prorogato il CCNL dei Dirigenti delle Agenzie Marittime

 



 


Prorogato il CCNL per i dirigenti delle agenzie marittime raccomandatarie, agenzie aeree e mediatori marittimi.

Siccome il  31/12/2018 è scaduto il CCNL 31 per i dirigenti delle agenzie marittime raccomandatarie, al fine di consentire la definizione di un quadro di riferimento legislativo e contrattuale di maggiore stabilità, finalizzato a meglio affrontare ia situazione di incertezza nel settore nel suo complesso, e, contemporaneamente, di garantire la vigenza delle agibilità e delle tutele previste, le parti concordano di prorogarne la vigenza fino al 31/12/2019.
Al fine di garantire il processo di riallineamento della previdenza complementare del Fondo Mario Negri, le Parti concordano una variazione del 2% del contributo integrativo a carico del datore di lavoro di cui all’art 25, comma 6, del vigente CCNL.
Pertanto, per il periodo di proroga del suddetto CCNL (1/1/2019 – 31/12/2019) l’aliquota del contributo integrativo passa dall’attuale 2,11% al 2,15% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 8 dello stesso art. 25.


Le Parti riconfermano, inoltre, la necessità di affrontare le sfide indotte dalle profonde trasformazioni che investono le imprese ed i! lavoro manageriale e perciò intendono confermare il percorso contrattuale intrapreso in materia di welfare e bilateralità, come leva strategica competitiva.
A tale scopo, per tutto l’arco della proroga di cui sopra, le Parti concordano di mantenere un confronto aperto per approfondire le questioni legate alla sostenibilità del welfare e della bilateralità contrattuale attraverso una programmazione di incontri nel medio periodo. Nell’ambito di tale ciclo di incontri potranno essere altresì valutate specifiche esigenze degli strumenti di welfare contrattuale.
Per tutto quanto non previsto dal presente accordo, si rinvia alle disposizioni del vigente CCNL e successive integrazioni, che si intendono integralmente confermate fino alla suddetta data di scadenza.


Nuove Contribuzioni alla Edilcassa Sicilia



EDILCASSA Sicilia riporta le tabelle contributive per le diverse province, in vigore dall’1/10/2019


In applicazione dell’Accordo Nazionale del 16/4/2019, si riportano le tabelle contributive pubblicate dalla Edilcassa Sicilia:


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI AGRIGENTO


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 0,835% 0,835% 1,67%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 6,6872% 1,4772% 8,1644%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI CALTANISSETTA


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 1,170% 1,170% 2,34%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 7,0222% 1,8122% 8,8344%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI CATANIA


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 0,7457% 0,7457% 1,4914%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 6,5979% 1,3879% 7,9858%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI ENNA


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 1,350% 1,350% 2,70%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 7,2022% 1,9922% 9,1944%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI MESSINA


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 0,597% 0,597% 1,194%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 6,4492% 1,2392% 7,6884%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI PALERMO


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 0,585% 0,585% 1,17%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 6,4372% 1,2272% 7,6644%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI RAGUSA


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 0,995% 0,995% 1,99%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 6,8472% 1,6372% 8,4844%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI SIRACUSA


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 0,595% 0,595% 1,19%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 6,4472% 1,2372% 7,6844%


TABELLA CONTRIBUTIVA DAL 1° OTTOBRE 2019 PROVINCIA DI TRAPANI


























































Voci di versamento

A carico azienda

A carico lavoratore

Totale

Contributo Edilcassa 2,08% 0,42% 2,50%
A.P.E. 1,85% 1,85%
RLST 0,05% 0,05%
Formazione Professionale 0,70% 0,70%
Comitato Tecnico Paritetico 0,30% 0,30%
Quote di adesione contrattuale nazionale 0,2222% 0,2222% 0,4444%
Quote di adesione contrattuale territoriale 0,7009% 0,7009% 1,4018%
F.do Sanitario 0,35% 0,35%
F.do Inc. Occupazione 0,10% 0,10%
F.Prepensionamento 0,20% 0,20%
TOTALI 6,5531% 1,3431% 7,8962%

Terziario – Confcommercio Milano : firmato l’accordo sui contratti a tempo determinato

Terziario – Confcommercio Milano : firmato l’accordo sui contratti a tempo determinato

Firmato l’Accordo per attuazione della regolamentazione sui contratti a tempo determinato del CCNL del Terziario Distribuzione e Servizi per le province di Milano, Lodi, Monza e Brianza

Le aziende del commercio della Città di Milano potranno assumere lavoratori a tempo determinato in particolari periodi dell’anno, applicando la specifica disciplina prevista per le attività stagionali.
Tale Accordo permette ai datori di lavoro di gestire i picchi dell’attività lavorativa (festività natalizie/pasquali e stagione estiva), rispondendo alle esigenze di flessibilità organizzativa derivante dalla crescita dei flussi turistici e di quelli emergenti legati alla cultura, alle manifestazioni ed eventi e di affrontare la sfida delle Olimpiadi invernali 2026.
Inoltre, le aziende potranno assumere lavoratori a tempo determinato per la partecipazione a fiere ed eventi che si


L’Accordo è applicabile esclusivamente dai datori di lavoro  che:
1. siano associati ad Associazioni di categoria o territoriali aderenti a Confcommercio Milano;
2. applichino e rispettino integralmente, sia per la parte c.d. economica/normativa sia per la parte c.d. obbligatoria, il CCNL Terziario della Distribuzione e dei Servizi sottoscritto da Confcommercio e Filcams – CGIL, Fisascat – CISL e Uiltucs – UIL;
3. versino a Ebiter Milano i contributi previsti dal CCNL del Terziario della Distribuzione e dei Servizi;
4. non utilizzino contratti di lavoro intermittente e non utilizzino, contemporaneamente alle assunzioni a termine ai sensi del presente Accordo, nelle unità operative interessate e per le medesime mansioni, contratti di somministrazione di lavoro;
5. non svolgano le attività individuate dal D.P.R. del 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modifiche e integrazioni;
6. siano privi di Rappresentanze Sindacali Aziendali – RSA e/o di Rappresentanze Sindacali Unitarie – RSU nell’ambito della Città Metropolitana di Milano.
 


Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia


11 novembre 2019 Istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.


La Commissione in questione accerta (Senato della Repubblica, delibera 31 ottobre 2019):
– l’entità dello sfruttamento del lavoro con particolare riguardo agli strumenti di prevenzione e repressione;
– l’entità della presenza dei minori, con particolare riguardo ai minori provenienti dall’estero e alla loro protezione ed esposizione a rischio;
– l’incidenza del fenomeno della presenza di imprese controllate direttamente o indirettamente dalla criminalità organizzata, nonché il rispetto della normativa in caso di appalti e subappalti con specifico riguardo ai consorzi, al fenomeno delle cooperative di comodo, alle reti di impresa e ai siti produttivi complessi, con particolare evidenza ai settori sensibili come edilizia e logistica;
– la presenza delle cooperative spurie sul territorio nazionale, che operano in violazione della normativa vigente ed esercitano concorrenza sleale;
– la congruità delle provvidenze previste dalla normativa vigente a favore dei lavoratori o dei loro familiari in caso di infortunio sul lavoro;
– l’idoneità dei controlli da parte degli organi di vigilanza sull’applicazione delle norme antinfortunistiche;
– la dimensione e la gravità degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali;
– le cause degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alla loro entità nell’ambito del lavoro nero o sommerso e del doppio lavoro;
– l’incidenza complessiva del costo degli infortuni sul lavoro sulla dimensione familiare dei lavoratori, sulla produttività delle imprese, sul Servizio sanitario nazionale e sul sistema economico;
– eventuali nuovi strumenti legislativi e amministrativi da proporre al fine della prevenzione e della repressione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali;
– l’incidenza e la prevalenza del fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in ragione dell’età, del genere e del luogo di residenza delle vittime, attraverso lo svolgimento di appropriate analisi.
La Commissione – istituita per la durata della XVIII legislatura – riferisce al Senato ogni qual volta lo ritenga opportuno.
Essa procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Ha facoltà di acquisire, anche in deroga al divieto stabilito dall’art. 329 del codice di procedura penale, copie di atti e di documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e di documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari. Garantisce il mantenimento del regime di segretezza fino a quando gli atti e i documenti trasmessi in copia sono coperti da segreto.
La Commissione ha facoltà di acquisire, da parte degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, copie di atti e di documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti in materie attinenti alle finalità della presente inchiesta.
Può avvalersi dell’opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.
I componenti della Commissione, i funzionari e il personale addetti alla Commissione stessa e tutte le altre persone che collaborano con la Commissione o compiono o concorrono a compiere atti d’inchiesta oppure che vengono a conoscenza di tali atti per ragioni d’ufficio o di servizio sono obbligati al segreto, anche dopo la cessazione dell’incarico.

CCNL Dirigenti Cooperative: rinnovata l’assistenza sanitaria integrativa



Sottoscritto il 24/9/2019, tra LEGACOOP, AGCI e CGIL, CISL, UIL con il relativo Coordinamento Nazionale dei Dirigenti di Azienda delle Imprese Cooperative, l’accordo in materia di assistenza sanitaria integrativa


Le Parti, con la firma del nuovo accordo, hanno inteso prorogare fino al 31/12/2021, le norme relative all’assistenza sanitaria integrativa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 20/9/2013 così come modificate dall’accodo del 29/10/2015 per i Dirigenti di Azienda dipendenti da Imprese Cooperative.
Pertanto, fermo restando fino al 31/12/2019 quanto già definito in materia tra le parti e le condizioni contenute nelle convenzioni assicurative stipulate dalle Casse di Assistenza, le parti convengono, con decorrenza 1/1/2020, di mantenere inalterate le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa erogate a favore dei dirigenti in servizio e dei dirigenti in pensione e superstiti dei dirigenti e di variare i costi delle garanzie e delle estensioni ai componenti del nucleo familiare.
Entro il 1/1/2020 le Casse informeranno tutti i dirigenti iscritti – quelli in servizio per il tramite dei Datori di Lavoro- delle variazioni intervenute nei costi delle prestazioni, rendendo consultabile, sui rispettivi siti web. le “guide pratiche” aggiornate.
Si riportano in sintesi i costi delle diverse garanzie.


Dirigenti in servizio
in vigore dall’1/1/2020


















Costi annui

Garanzia sanitaria € 3.700
Estensioni per ogni componente del nucleo familiare A totale carico dell’iscritto
Figli appartenenti al nucleo e fiscalmente:

a carico oltre il 26° anno di età


non a carico


– oltre il 26° e fino al 35° anno di età


. oltre il 35° e fino al 40° anno di età

€ 460

€ 590


€ 700

Coniuge/convivente

LTC prestazioni per 1.350 euro

€ 150
Genitori conviventi o fiscalmente a carico

– fino a 80 anni di età


-oltre gli 80 anni di età

€ 600

€ 700


Garanzia BASE Dirigenti in Pensione e Superstiti
in vigore dall’1/1/2020





















Costi annui

Garanzia sanitaria € 3.750 senza intervento Fondo Mutualistico
Estensioni per ogni componente del nucleo familiare A totale carico dell’iscritto
Figli appartenenti al nucleo e fiscalmente:

a carico oltre il 26° anno di età


non a carico


– oltre il 26° e fino al 35° anno di età


– oltre il 35° e fino al 40° anno di età

€ 450

€ 570


€ 680

Iscritto

LTC prestazioni da 600 a 1.350 euro

€ 80
Coniuge/convivente

LTC prestazioni per 600 euro


LTC prestazioni per 1.350 euro

€ 75

€ 170

Genitori conviventi o fiscalmente a carico

– fino a 80 anni di età


-oltre gli 80 anni di età

€ 600

€ 700


Garanzia BASE+INTEGRAZIONE -PLUS- Dirigenti in Pensione e Superstiti
in vigore dall’1/1/2020





















Costi annui

Garanzia sanitaria € 4.200 senza intervento Fondo Mutualistico (*)
Estensioni per ogni componente del nucleo familiare A totale carico dell’iscritto
Figli appartenenti al nucleo e fiscalmente:

a carico oltre il 26° anno di età


non a carico


– oltre il 26° e fino al 35° anno di età


– oltre il 35° e fino al 40° anno di età

€ 460

€ 590


€ 700

Iscritto

LTC prestazioni da 600 a 1.350 euro

€ 80
Coniuge/convivente

LTC prestazioni per 600 euro


LTC prestazioni per 1.350 euro

€ 75

€ 170

Genitori conviventi o fiscalmente a carico

– fino a 80 anni di età


-oltre gli 80 anni di età

€ 600

€ 700


– (*) –
Intervento del Fondo Mutualistico fino a € 3.750 – contributo aggiuntivo € 450.


Garanzia -N- Dirigenti in Pensione e Superstiti
in vigore dall’1/1/2020


















Costi annui

Garanzia sanitaria € 1.950 senza intervento Fondo Mutualistico
Estensioni per ogni componente del nucleo familiare A totale carico dell’iscritto
Figli appartenenti al nucleo e fiscalmente:

a carico oltre il 26° anno di età


non a carico


– oltre il 26° e fino al 35° anno di età


– oltre il 35° e fino al 40° anno di età

€ 390

€ 495


€ 600

Coniuge/convivente

LTC prestazioni per 600 euro

€ 75
Genitori conviventi o fiscalmente a carico

– fino a 80 anni di età


-oltre gli 80 anni di età

€ 500

€ 580

Firmato accordo contro il dumping contrattuale Cifa-Confsal


08 nov 2019 Siglato il 28/10/2019, tra CIFA e CONFSAL, l’accordo interconfederale per la promozione un nuovo modello di relazioni industriali, il contrasto al dumping contrattuale e la definizioni di nuovi modelli di rappresentatività.

Il presente accordo traccia le linee di indirizzo da rispettare nella definizione dei futuri accordi collettivi, considerato che Cifa e Confsal intendono rinnovare il proprio impegno nella definizione di un moderno modello di contrattazione collettiva di “qualità” che sappia interpretare al meglio i grandi cambiamenti in atto.
La contrattazione collettiva di Cifa e Confsal continuerà ad articolarsi su due livelli, nazionale e aziendale o territoriale.
Pur riconoscendo alla contrattazione nazionale un ruolo centrale nella regolazione dei rapporti di lavoro, le Parti firmatarie valutano opportuno il superamento dell’uniformità della stessa, impegnandosi a promuovere un nuovo modello sindacale nel quale la contrattazione di secondo livello, opportunamente potenziata e regolata, diventi utile strumento per colmare le differenziazioni produttive e per perseguire il necessario riallineamento tra costo del lavoro e produttività.
La contrattazione decentrata quale strumento più idoneo per sostenere le piccole e piccolissime imprese nella realizzazione di progetti comuni di innovazione e ambito ottimale nel quale individuare soluzioni specifiche focalizzate sulle effettive esigenze di imprese e lavoratori. Favorire il decentramento della contrattazione collettiva per favorire uno stretto collegamento tra impresa e lavoratore, prerequisito necessario per contrattare in maniera “partecipata’’ il salario di produttività, la formazione e il welfare aziendale ma, soprattutto, per giungere ad obiettivi di produttività considerati prerequisiti indispensabili per il rilancio del nostro sistema produttivo.
La definizione di accordi intersettoriali consente di rendere omogenei i salari e le condizioni di lavoro tra più settori. Il superamento della logica di sottoscrizione degli accordi collettivi soltanto per categoria appare utile anche in ragione dei mutati assetti economici e produttivi e della necessità di regolamentare i rapporti di lavoro per macro aree produttive costituite da piccole e piccolissime imprese di diversi settori spesso interconnesse tra loro da piattaforme tecnologiche o secondo logiche di filiera.
Le Parti rinnovano il reciproco impegno a non sottoscrivere accordi e contratti collettivi che possano direttamente o indirettamente favorire forme di dumping salariale, promuovendo una contrattazione collettiva di “qualità” che non operi alcuna compressione dei diritti retributivi dei lavoratori.
La contrattazione collettiva di Cifa e Confsal dovrà garantire al lavoratore, oltre al trattamento economico minimo, trattamenti aggiuntivi aventi ad oggetto il welfare. Attraverso l’incentivazione della contrattazione di secondo livello dovrà essere garantito al lavoratore un salario di produttività legato all’incremento degli indici di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione. Ad ogni rinnovo i salari nominali saranno aggiornati in funzione degli scostamenti registrati dall’Indice dei Prezzi al Consumo. Tutti i contratti collettivi dovranno prevedere una specifica indennità a vantaggio del lavoratore nell’ipotesi in cui si giunga tardivamente all’intesa per il rinnovo.
Cifa e Confsal intendono porre al centro della loro contrattazione collettiva la formazione quale fattore imprescindibile che dovrà caratterizzare tutte le fasi del rapporto di lavoro, strumento di tutela del lavoratore dal rischio di fuoriuscita dal mercato del lavoro ma, soprattutto, strumento di costante adeguamento delle competenze capace di garantire elevati standard di produttività e competitività aziendale.
Per perseguire tale obiettivo, Cifa e Confsal demandano al Fondo Interprofessionale per la Formazione continua – Fonarcom il compito di definire precisi strumenti di finanziamento per sostenere le imprese e i lavoratori nello svolgimento delle attività formative previste dalla contrattazione collettiva CifaConfsal.
Le Parti intendono, altresì, favorire e migliorare il rapporto tra il mondo dell’istruzione e della formazione e quello del lavoro, si impegnano a promuovere azioni specifiche per favorire il dialogo attivo tra scuole, università e imprese al fine di favorire tale processo e sostenere un’occupazione giovanile di qualità ed a promuovere l’istituzione di una “Banca delle Competenze” che abbia come finalità il recupero degli antichi mestieri ad elevate abilità manuali non sostituibili dalla “macchina” e ritenuti indispensabili per il ripristino e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e monumentale.
Cifa e Confsal condividono l’esigenza che il proprio moderno sistema di relazioni industriali debba caratterizzarsi per la presenza di una strutturata bilateralità confederale che ad oggi trova manifestazione nei tre soggetti bilaterali costituiti da Cifa e Confsal: Epar, Fonarcom e Sanarcom.

Agid: on line le linee guida per le identità digitali per uso professionale


Con la pubblicazione delle “Linee guida per il rilascio delle identità digitali per uso professionale” da parte di AgID, SPID diventa uno strumento che consente alle pubbliche amministrazioni e ai privati di verificare l’appartenenza di una persona fisica ad un’organizzazione e/o la sua qualità di professionista.


Le linee guida disciplinano le modalità di rilascio delle identità digitali per uso professionale cui i gestori di identità digitali del sistema SPID devono attenersi. Tali identità digitali sono quelle utili a provare l’appartenenza di una persona fisica all’organizzazione di una persona giuridica e/o la sua qualità di professionista. Le identità in questione, al contrario, non costituiscono prova dei poteri di rappresentanza di una persona giuridica dei quali una persona fisica è eventualmente in possesso né l’appartenenza di un professionista a un determinato ordine professionale o altro elenco qualificato.


Al fine di rilasciare l’identità digitale uso professionale per la persona giuridica il gestore dell’identità deveverificare l’identità personale della persona fisica richiedente e verificare che il richiedente abbia titolo per richiedere l’identità digitale per la persona giuridica.
Fermo restando il rispetto della normativa vigente in materia, le condizioni per la fornitura dell’identità digitale uso professionale sono oggetto di contrattazione fra le parti.
Prima di sottoscrivere l’atto che regola il rapporto fra le parti, il gestore dell’identità digitale SPID (IdP) deve verificare la reale esistenza del soggetto giuridico che costituisce parte del rapporto.
L’atto giuridico che instaura il rapporto fra le parti deve contenere i nominativi dei soggetti dell’organizzazione (intendosi per organizzazione la persona giuridica che stipula un accordo con un gestore dell’identità digitale al fine del rilascio delle identità digitali in favore di soggetti che agiscono in qualità di dipendenti o, comunque, a nome o per conto dell’organizzazione stessa) che hanno il potere di autorizzare il rilascio e la revoca delle credenziali dei gestori e le modalità con cui tali richieste devono pervenire all’IdP. Tali modalità, devono assicurare l’integrità, l’autenticità, il non ripudio, la tracciabilità e la conservazione delle richieste per il periodo previsto; un indirizzo di posta elettronica certificata dell’organizzazione; il nominativo e i recapiti dei rispettivi responsabili del rapporto.
Le utenze di governo e di gestionesono rilasciabili dall’IdP ai soggetti per i quali sia stata ottenuta l’autorizzazione che dimostrano la propria identità ai sensi della normativa vigente in materia di rilascio dell’identità digitale SPID.
Al fine di ottenere l’identità digitale per uso professionale per la persona giuridica, l’interessato, dopo essere stato autorizzato dall’utente di gestione:
– accede al servizio di rilascio dell’identità reso disponibile dall’IdP su canale protetto su cui inserisce iltoken ricevuto, i dati personali e il codice di controllo;
– il servizio di rilascio dell’identità dell’IdP, dopo aver ricalcolato iltoken di autorizzazione con i dati inseriti dall’interessato e averne verificata la corrispondenza con quanto ricevuto dalsistema di gestione provvede a rilasciare l’identità digitale inviando almeno una delle credenziali SPID via sms o email ai recapiti ottenuti. In ogni caso, invia all’indirizzo email dichiarato dall’interessato all’utente di governo una comunicazione in cui si informa di aver rilasciato l’identità digitale.
Le linee guida entrano in vigore il 1 dicembre 2019.